Perchè l’emergenza PFOA non appare nei programmi elettorali dei candidati sindaco di Alessandria?

martedì 2 maggio 2017

 Abbiamo ricevuto tramite mail da parte di Barbara Tartaglione, Responsabile Sezione Provinciale Medicina Democratica Movimento di lotta per la salute, il seguente intervento, che pubblichiamo di seguito integralmente:

Confesso di non essere una appassionata lettrice dei programmi fotocopia dei candidati alle elezioni di Alessandria. 

Però mi pare, contenta di essere smentita, che nessuno/a di essi ha preso in considerazione l’emergenza sanitaria dell’avvelenamento dell’acqua e del sangue da PFOA in Alessandria, malgrado che da almeno dieci anni la sezione di Medicina democratica, vedi il Blog alla voce PFOA, ripeta gli allarmi: ignorati da Comune, Asl e Arpa. 

Non è dappertutto così: a Vicenza le omologhe autorità responsabili della salute pubblica si sono attivate e la Regione Veneto ha avviato una maxi screening che durerà 10 anni su circa 80mila persone. I primi test stanno atterrendo i genitori: il monitoraggio su 950 ragazzi dai 14 ai 18 anni della zona inquinata dai composti perfluoroalchilici rivela livelli di PFOA nel sangue anche 20 venti volte la soglia massima di 8 nanogrammi per litro (per Medicina democratica dovrebbe essere zero). 

Le stesse indagini della Regione hanno già evidenziato nelle donne incinte un aumento della frequenza di diabete gravidico e di gestosi, nonché di bimbi nati più piccoli. Purtroppo gli effetti tossici e cancerogeni temuti del PFOA sulla salute sono noti: fegato, reni, soprattutto le patologie legate al sistema endocrino (tiroide). 

Ebbene la polemica domanda la riproponiamo agli aspiranti Amministratori: come mai ad Alessandria si tiene la testa sotto la sabbia come gli struzzi? 

A Vicenza l’inquinatore è stata la Miteni di Trissino, fornitrice del PFOA alla Solvay. Ma in Italia siamo stati i primi a lanciare la campagna contro il PFOA: denunciando gli scarichi da Spinetta Marengo in Bormida (il video è sul nostro Blog) e dal Tanaro fino alla foce del Po, denunciando i dati delle analisi -interne alla Solvay- con l’abnorme presenza di PFOA nel sangue dei lavoratori, chiedendo accertamenti -pubblici- per lavoratori e cittadini di Spinetta. Il risultato della nostra campagna nazionale è stata l’eliminazione del PFOA nelle lavorazioni della Solvay. Bene. 

Ma i suoi sostituti sono meno pericolosi? 

Perché il PFOA continua nel sangue? 

Quanto permane nelle falde? Quali effetti sulla salute? 

Domande alle quali a Vicenza stanno rispondendo, ad Alessandria invece è un muro di gomma.

BARBARA TARTAGLIONE

RESPONSABILE SEZIONE PROVINCIALE MEDICINA DEMOCRATICA MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE  

 
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