Tra le premiazioni della 13a tappa del 100° Giro d’Italia anche il ‘Premio Marco Giorcelli-La passione dell’onestà’

giovedì 18 maggio 2017

 Un premio non per la performance, ma per l’energia dell’onestà, non tanto  alla memoria,  quanto  “alla passione per la vita, vissuta per bene”: questo il senso della prima consegna del Premio “Marco Giorcelli - la Passione dell’Onestà”, che avverrà a Tortona, all’arrivo della 13a  tappa del Giro d’Italia di domani, venerdì 19 maggio.

In occasione della 100a edizione del Giro e nel quinto anno dalla prematura scomparsa di Marco Giorcelli, già direttore di giornale e anche - a suo tempo -  collaboratore della Gazzetta dello Sport, oltre che grandissimo appassionato di ciclismo, è stato istituito un premio intitolato a lui e che sancisce non tanto  primati agonistici  quanto, piuttosto, valori di eticità, correttezza, impegno e onestà sportiva di un atleta: quelli che sono stati  il tratto distintivo del giornalista piemontese.

Per quasi vent’anni direttore del periodico “Il Monferrato” e fiero figlio della sua terra, Marco è morto di mesotelioma 5 anni fa, il 15 marzo 2012, quando aveva 51 anni. Era un giornalista, ma anche uno sportivo, anzi cronista sportivo: fin da quando aveva 18 anni, presso ‘Il Monferrato’, il giornale che poi ha diretto e per anni anche come corrispondente, da Casale, della ‘Gazzetta dello Sport’.

Tifoso della Juve, che era il suo primo amore, innamorato della maglia nerostellata  del Casale Calcio e felice di poter macinare durante il tempo libero chilometri in bicicletta su una Bianchi color celeste (nella foto). 

Marco non ha mai maneggiato l’amianto e neppure ha avuto famigliari che lavorassero all’Eternit; il padre era maestro, la madre casalinga. E, tuttavia, anche lui - in trincea per decenni nella battaglia contro l’amianto come la moglie, giornalista de La Stampa - ha dovuto soccombere dopo quattordici mesi difficili e penosi di questa terribile malattia.

Ricordiamo che alla sua memoria è stata intitolata la sala di lettura nella Biblioteca Civica di Casale. 

Gli organizzatori del Giro d’Italia hanno dunque accolto la proposta della famiglia del giornalista, di premiare un campione della Corsa Rosa che avrà dimostrato impegno, lealtà, tenacia e correttezza al termine della tappa con arrivo a Tortona, proprio sulla terra battuta dalle ruote dei Campionissimi Coppi e Girardengo e che lui stesso con passione ha pedalato nel tempo libero. 

Un dono a Marco, volutamente non retorico, ma carico di positività e energia e che vuole rimarcare, al di là delle performance agonistiche e della lotta per il traguardo, quei valori di solidarietà di cui è impregnata tutta la storia del Giro d’Italia di questi 100 anni davvero gloriosi.

La targa, che sarà consegnata dai familiari, riporta il logo creato dalla grafica e artista Elena Doria, una sorta di marchio  simbolico  che riassume il carattere di Marco e che declina il concetto della  passione dell’onestà, parole “appoggiate” a una sorta di farfalla stilizzata, a evocare un vezzo imprescindibile di Marco, che portava sempre il papillon e quel papillon è simbolo della sua profonda libertà di pensiero, oltre che richiamare le ruote della bicicletta che amava.

Questa, infine, è la motivazione che verrà letta, in occasione della premiazione dell’atleta che avrà conquistato questo premio Speciale durante la tappa del Giro con arrivo a Tortona: 

‘’Marco Giorcelli è stato un giornalista. Per passione. Figlio autentico della sua terra. Con fierezza. Ha amato ogni sport e competizione, disputata con onestà. E’ stato un vero appassionato di ciclismo. Perché lo ha seguito e lo ha pedalato rispettando il Suo grande campione: Fausto Coppi. Ha pedalato con amore sulla sua Bianchi. E ha scritto. Di sport. Ascoltando i racconti della gente, con disponibilità. Ne ha condiviso le confidenze, con rispetto. Ha dato voce ai bisogni, con animo solidale. Si è schierato, con coraggio e fermezza.  Con ironia, disinvoltura e passione ha indossato il papillon, che evoca, nella trasposizione grafica, le ruote della bicicletta, spinte, con convinzione e perseveranza, tra i quadrati della sua pianura e le curve delle sue colline, verso l’infinito. Passione, lealtà, onestà, determinazione, impegno, rispetto, coraggio, ironia: questo marchio valoriale, applicato al lavoro, allo sport, allo studio, all’ingegno coniugato con la solidarietà e la sensibilità sociale, sarà, di volta in volta, simbolo e garanzia di una “cosa” fatta per bene. Con la passione dell’onestà, appunto’’.

MARIO MARCHIONI / mario.marchioni@alessandriamagazine.it

 

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